Scritto da 11:25 am Perugia, Cronaca, Top News

Due fucili e munizioni nella casa dei genitori, due sorelle finiscono a processo

Perugia (venerdì, 4 aprile 2025) — Dopo ben dieci anni di processo due sorelle sono state assolte, nell’armadio della casa dei genitori erano stati trovati due fucili e munizioni non regolarmente registrati.

di Giuseppe Patti

Due sorelle, ereditata nel 2014 la casa paterna, si trovano improvvisamente di fronte a un vero e proprio arsenale nascosto tra armadi e cassetti. Oltre ai tre fucili antichi, regolarmente denunciati e appesi nella rastrelliera della taverna, scoprono altre armi da fuoco non dichiarate. La loro segnalazione alle forze dell’ordine non basta a evitar loro guai giudiziari: vengono accusate di detenzione abusiva di armi e di violazione delle normative sul possesso di armi, portate a processo e condannate.

Solo in appello le loro ragioni vengono riconosciute. La Corte ha riqualificato l’imputazione e assolto le imputate per particolare tenuità del fatto, evidenziando come il loro comportamento non abbia arrecato un danno significativo alla sicurezza pubblica. Inoltre, non avevano alcun precedente penale e la loro condotta è stata ritenuta collaborativa nel corso delle indagini.

I giudici hanno rilevato che non c’erano prove concrete che dimostrassero che le due donne fossero a conoscenza dell’esistenza di quelle armi prima di svuotare l’abitazione. Nulla conferma che, mentre abitavano con i genitori, avessero mai visto le munizioni o le armi custodite nei mobili. Quanto ai fucili d’epoca trovati in taverna, la Cassazione ha chiarito che quelli fabbricati prima del 1890, come le armi ad avancarica, non sono classificabili come comuni armi da sparo, pertanto il loro possesso senza denuncia è punibile solo con una sanzione amministrativa, non con un processo.

Condividi la notizia:
Last modified: Aprile 4, 2025
Close