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Era un trafficante di cocaina, negato un permesso di soggiorno

Perugia (venerdì, 28 marzo 2025) — Anche il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha confermato la decisione che era stata presa dalla Questura di Perugia.

di Giuseppe Patti

Nonostante la disponibilità di uno zio ad assumerlo e di due sorelle pronte a ospitarlo, un uomo condannato per traffico di droga non potrà ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari o lavorativi. La Questura di Perugia e il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria hanno respinto la richiesta, ritenendo che non sussistano condizioni valide per la concessione del documento.

L’uomo, assistito dagli avvocati Francesco Sinante Colucci e Cristiana Brunetti, aveva richiesto il rinnovo del permesso sostenendo di aver convissuto con la sorella, cittadina italiana, e di aver ricevuto un’offerta di lavoro. Tuttavia, la condanna a tre anni di reclusione e 25mila euro di multa per detenzione e spaccio di cinque chilogrammi di cocaina, aggravata dall’arresto in flagranza, ha pesato sulla decisione.

Secondo il Ministero dell’Interno, l’uomo non risulta integrato nel tessuto sociale italiano e non fa parte di un nucleo familiare stretto tale da prevalere sul pubblico interesse alla sua espulsione. La gravità del reato e la quantità della droga sequestrata evidenziano, secondo le autorità, un’elevata pericolosità sociale.

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso, sottolineando che la condanna rappresenta un elemento ostativo al soggiorno, in quanto indice di pericolosità. La richiesta è stata quindi bocciata e l’uomo è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali.

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Last modified: Marzo 28, 2025
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